giovedì 16 ottobre 2008

K1030

K1030 è il codice del corso dal quale anche questa settimana ho rubato questa interessantissima domanda (alla quale dovro' rispondere sotto forma di elaborato che poi verrà corretto e che mi varrà forse qualche punto in più sulla media) e che io vi rigiro:
Se voi doveste scrivere, quale(i) scrittore(i) imitereste? Perchè?
Vi spiego, in classe discutiamo dell'utilità/inutilità del leggere gli autori antichi (per esempio Omero) per "imparare a scrivere". Secondo un'interessante tesi di (mi sembra) Virgilio, ognuno di noi dovrebbe leggere più autori antichi che puo', per poterne assimilare i punti forti e riuscire quindi a scrivere meglio. Quindi, siete pregati di rispondere dato che sono una gran ficcanaso, e le risposte del tipo "io voglio essere originale, non copio nessuno" non valgono, perchè non si tratta di copia/incolla, ma di un'assimilazione di lessici particolari, stili di descrizioni, o caratterizzazioni di personaggi che vi hanno particolarmente appassionato leggendo un certo autore. Ah, ovviamente potete scegliere tra tutti gli autori che vi sono piaciuti, non solo quelli antichi ;)
Per quanto mi riguarda, io ci penso su ancora un po', e quando potro' rispondero' (avro' pur sempre un voto sulla mia risposta, quindi urge un'attenta meditazione). Ora vi lascio, vado da Gilbert Jeunes, la più grande libreria di Parigi a basso costo dove comprero' la Moleskine e un romanzo arturiano a scelta... che mi consigliate voi? Lancillotto, Tristano, o la ricerca del Graal?


P.S. l'ispirazione sembra tornare a singhiozzi... ieri ho buttato giù 2 pagine scritte a mano su modifiche da apportare alla trama del mio ibrido... mi sa che dovro' di nuovo ricominciare da capo... XD ah, e ovviamente la caccia all'appartamento continua ^^

P.P.S. giusto per annunciarvi che anche a Parigi mi sono fatta riconoscere: ieri ha piovuto per tutto il giorno, tante goccioline minuscole scese dal cielo per dodici ore di fila hanno fatto si che io abbia rischiato di ruzzolare le scale per entrare nella metro. E anche qui, mi sono presentata... Comunque, a pranzo avevo invitato a mangiare una ragazza del mio corso (anche lei sempre sola come me) e siamo andate da Starbuks a cioccolatarci.
Ma ieri mattina la ciliegina sulla torta ancor prima di avere la torta: ho incrociato C mentre usciva dall'università, e io entravo ovviamente. Abbiamo chiacchierato un pochino davanti all'entrata... eheheh... Poi avevo lezione quindi...

13 commenti:

imp.bianco ha detto...

Come se la domanda fosse facile... beh... io direi che come stile... mi piace molto Giordano e l'ultima Licia... oltre ad Asimov e a Herbert... una risposta più esaustiva non te la posso dare... mica devo fare un compito, io XD

X-Bye

viola89 ha detto...

imp: io dicevo cose più precise per l'appunto XD
del tipo: imiterei la Viola per l'accuratezza con cui crea i suoi personaggi, Licia Troisi per lo stile chiaro e diretto, Girdano per la capacità di descrivere tali scene... ritenta e sarai più fortunato!! ^^

Violetta ha detto...

Donc...
Tutti e nessuno. Perché quando scrivo la storia è mia e sono io a scriverla.
Però ovviamente ci sono delle cose nella mia scrittura che vorrei migliorare ed ho i miei modelli di riferimento. Vorrei avere uno stile più asciutto e diretto, simile a quello di Giordano o di Ammaniti o degli ultimi libri di Licia (per non citare gli inglesi che, appunto, scrivono in inglese).
Vorrei avere un po' della capacità di Gaiman di creare atmosfere particolari e magiche, di sfumare realtà e finzione, di creare mondi originali e strabilianti, oscuri e meravigliosi.
Vorrei riuscire a creare un personaggio con una pennellata sola, un particolare, una frase incisiva e indimenticabile, vorrei riuscire a far intuire al lettore alcune cose senza doverle spiegare e tratteggiare situazioni e luoghi in modo efficace senza dovermici soffermare. In questo senso trovo esemplare la scrittura di DiFulvio nella Gang dei Sogni.
In quanto alla lettura dei classici, non penso ci si debba ispirare al loro stile narrativo che è ovviamente anacronistico. Ma penso sia importante leggerli sia per le tematiche che espongono sia per comprendere meglio la letteratura moderna. Penso sia importante leggere i classici e ispirarsi ad essi per continuare a raccontare storie universali, legate alla natura umana, attraverso però l'esperienza e la sensibilità di un uomo moderno.

Valberici ha detto...

Facile :)
Imiterei la Troisi de La Ragazza Drago perchè "la sua scrittura è ancora più precisa, essenziale, assolutamente funzionale alla storia che racconta. I periodi sono pressoché perfetti: non una subordinata di troppo, non una coordinata di meno, e viceversa."

viola89 ha detto...

violetta: waw che bella risposta esauriente!!! ^^ quasi quasi la ricopio e la spaccio per mia nel compito XD
no dai scherzo ;)
comunque, degli autori che hai scelto ne conosco la metà, mea culpa, ma vorrei solo puntualizzare che non si parlava di riscrivere una storia identica all'originale, ma di imitare lo stile dell'autore. :)

Val: sei un po' minimalista, non me l'aspettavo... per carità, son d'accordo con te per quanto riguarda lo stile di Licia, ma... e il resto? Dai Val, sono convinta che puoi fare di meglio! ;)


THIRRIN ASPETTO ANCORA LA TUA RISPOSTA........ è_é

Valberici ha detto...

Tutto il resto l'ha già detto Violetta...mi basta quotarla ;)

Trinity ha detto...

Imiterei J.K Rowling, Luca Bianchini e Licia Troisi (ovviamente)

Thirrin ha detto...

dunquedunquedunque: Pullman per i suoi dialoghi perfetti, reali, struggenti. Tolkien per la genialità delle sue opere e per le sue descrizioni accuratissime. La Troisi per la sua essenzialità.
E naturalmente Stuart Hill per aver creato ME!

MUAHAHAHAHAHAHAHAHAH!!! XD
bacione tesora
p.s. ora tocca a te commentare :P

Kiachan ha detto...

Pullman...ha uno stile di scrittura coinvolgente,riesce (almeno dal mio punto di vista) a mescolare perfettamente magia e realtà :)
ma io non scrivo quindi mi limito a leggerli...che è meglio


Buon weekend

Lukas F ha detto...

Modelli da imitare? Dipende, uno può imitare le storie o il modo di scrivere, o entrambi. I classici non li ho mai letti, voglio dire gli antichi, tipo Virgilio, Omero, etc. Visto che il Classico, inteso come Liceo non l’ho fatto, e nemmeno lo Scientifico. Insomma non ho fatto Licei. Ho avuto questa idea di leggere i classici antichi, idea che mi è stata fatta venire da uno, un parente e anche amico. Ora solo parente. Questo parente prossimo, mi disse che i classici hanno descritto tutte le situazioni romanzesche – inerenti alla vita, possibili. Dunque i loro successori non hanno fatto altro che rielaborare quelle combinazioni. Teoria interessante, che invoglia per davvero a farci una capatina nel passato remoto. Personalmente sono andato molto a zonzo nel passato prossimo. Il mio secolo preferito è senza dubbio il Diciannovesimo.
Però ho anche letto roba del seicento, in particolare “Don Chisciotte” e il romanzo “La princesse de Clevès” di non ricordo il nome dell’autrice.
Il mio modello base è Dostoevskij. La mia squadra tipo è Dostoevskij – Joyce – Mann – Kafka – Tolstoj. Solo che Dostoevskij spinge troppo sulle nevrosi, dunque la mia idea sarebbe quella di annacquarlo, voglio dire, evitare certi suoi estremismi, omicidi e così via. Joyce è troppo intellettuale, è un po’ un Umberto Eco di inizio novecento. Però i racconti di “Dubliners” sono molto raffinati e senza nessuna presunzione come invece ne ho trovata nell’ Ulisse. Mann è un grande motivatore per scrittori. “La montagna incantata” per me è stato un grande pungolo all’approfondimento. C’è questo Hans Castorp che passa sette anni in un sanatorio e lì impara di tutto, diventa un grande sciatore (alla faccia della malattia), un grande conoscitore di medicina, nonché grande amatore platonico. Kafka è misterioso. Tolstoj è noioso a tratti quando vuol fare propaganda religiosa, però alla fine credo che sia quello che scrive meglio di tutti.
Per i contemporanei a me piace molto Zadie Smith --- Uno che ha uno stile molto semplice, comprensibile, efficace per me è stato Jonathan Coe ne “La casa del Sonno”, anche se non mi è piaciuto il modo in cui alla fine tutti i pezzi del romanzo hanno combaciato. Più una roba hollywoodiana che letteratura umanistica.
Credo che basti. Per ora.
bonne chance.

L

viola89 ha detto...

val: come sei sbrigativo :P

trinity: e perchè??? :)

thirrin: mi hai tolto le parole di bocca XD a parte Stuart Hill sono gli autori e le ragioni che ho messo nella mia risposta nel compito ;)

kiachan: d'accordissimo ;)

lukas f: benvenuto nel mio blog!
allora, nella domanda si intendeva "imitare" lo stile non le storie, ma mi sembra che lo avessi già capito da solo ;)
la tua è una risposta molto esauriente e interessante, bravo, e ovviamente non controbatto perchè tutto dipende dai gusti personali.
Mi limitero' ad invitarti a commentare di nuovo ;)

Valberici ha detto...

Non avrei davvero saputo dire di meglio :)

Fabrizio ha detto...

Imiterei il macellaio sotto casa.
La professoressa del liceo.
Il postino.
La badante filippina della vecchia vicina.
La vecchia vicina.


Scrivere resta un mestiere. Che ha trucchi e segreti. Ma alla fine, siamo in un periodo di tale decostruzione che forse le storie scritte da chiunque sono le uniche in cui trovare pizzichi di originalità.

Fab

 

Copyright © 2010

Violite Acuta
| Blogger Templates by Splashy Templates | Free PSD Design by Amuki